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Salute visiva

Disfunzione del film lacrimale: quando l’occhio secco non è solo stanchezza

L’occhio è protetto da una pellicola sottilissima, il film lacrimale, ricca di sostanze nutritive e protettive in equilibrio tra loro. Quando questo equilibrio si rompe, gli occhi diventano secchi e irritati e la vista meno stabile.

Il profilo di una ragazza con gli occhiali davanti a un paesaggio di lago e montagne

Tre strati, un equilibrio

Il film lacrimale è spesso circa 9 micron appena prodotto e si riduce a circa 4 prima dell’ammiccamento successivo. È formato da tre strati:

  • Lo strato lipidico, il più esterno, che limita l’evaporazione.
  • Lo strato acquoso, il più spesso, che nutre e idrata la cornea, diluisce le sostanze dannose ed elimina i detriti.
  • Lo strato mucinico, il più profondo, che rende la cornea “bagnabile” e impedisce alla lacrima di scivolare via.

Le due forme principali

Nella grande maggioranza dei casi l’occhio secco dipende da un’evaporazione eccessiva: le ghiandole di Meibomio, nelle palpebre, producono poca componente oleosa e le lacrime evaporano troppo in fretta. Più raramente il problema è una produzione insufficiente di lacrime da parte delle ghiandole lacrimali.

I segnali da non trascurare

  • Bruciore e fastidio, sensazione di corpo estraneo.
  • Occhi arrossati, sensibilità alla luce.
  • Vista che si annebbia e torna nitida ammiccando.
  • Paradossalmente, una lacrimazione eccessiva.

È un disturbo molto diffuso e colpisce soprattutto le donne dopo i 45 anni e in menopausa.

I fattori di rischio

L’età, le infiammazioni e le allergie oculari, le blefariti croniche, gli squilibri ormonali, alcuni farmaci, il fumo, l’abuso di cosmetici per gli occhi, un uso scorretto delle lenti a contatto e gli esiti di chirurgia refrattiva. Contano molto anche l’ambiente e le abitudini: aria condizionata o riscaldamento troppo secchi, inquinamento, poca acqua, ore di schermo senza pause e a distanza troppo ravvicinata.

Cosa possiamo fare

La diagnosi non va fatta da soli. Con questionari e strumenti dedicati si valuta la qualità del film lacrimale, il tempo in cui si rompe e lo stato delle ghiandole di Meibomio; quando serve, indirizziamo all’oculista per un approfondimento.

  • Bere molta acqua e curare l’alimentazione, con più frutta, verdura e omega-3.
  • Controllare l’umidità dell’aria dove si vive e si lavora.
  • Tenere i dispositivi digitali ad almeno 30 cm e fare pause regolari.
  • Usare sostituti lacrimali adatti al proprio caso.
  • Fare impacchi tiepidi sulle palpebre, intorno ai 40 gradi, per mantenere puliti i dotti delle ghiandole.

Non è una condizione a cui rassegnarsi: affrontata per tempo, si può migliorare molto.

Le informazioni di questo articolo non sostituiscono la visita oculistica.

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